Prima di parlarvi della città, un piccolo sguardo al nostro Azure Hotel 😍
Ieri sera abbiamo un po' girellato a casaccio e abbiamo scovato uno dei millemila posti per mangiare (se c'è una cosa che qui non manca è il cibo...) dove ordinavi dei piatti di carne o pesce alla piastra (stile teppanyaki giapponese) e loro accompagnavano con verdure saltate piccanti. Riso e bere a volontà incluse nel prezzo. Sicuramente uno dei modi per mangiare che preferisco!
Hualien, situata sulla costa orientale di Taiwan, vanta una storia ricca e complessa, profondamente legata alle sue comunità indigene, come i Sakizaya, i Truku e gli Amis, che considerano la regione la loro casa ancestrale. Originariamente chiamata Kilay o Turumoan dai primi coloni e dagli aborigeni, e successivamente Huilan sotto la dinastia Qing a causa delle sue acque turbolente, la città fu ribattezzata Karenkō durante il periodo coloniale giapponese. Dopo la restituzione di Taiwan alla Repubblica di Cina nel 1945, la città e la contea presero il nome di Hualien, diventando un importante centro sulla costa orientale e un crogiolo di culture che celebra il suo significativo patrimonio indigeno attraverso festival e tradizioni.
La fama di Hualien come destinazione turistica è principalmente dovuta alla sua vicinanza al Parco Nazionale di Taroko, rinomato per la spettacolare Gola di Taroko, il canyon di marmo più grande del mondo con le sue imponenti scogliere, i sentieri panoramici come lo Shakadang Trail e i luoghi di interesse come il Santuario della Primavera Eterna (Eternal Spring Shrine). Altri punti di interesse degni di nota includono la pittoresca spiaggia di ciottoli di Qixingtan, il vivace Mercato Notturno di Dongdamen per le delizie locali, il Parco Culturale e Creativo della Ferrovia di Hualien (Hualien Railway Cultural Park) - ci andiamo domani mattina -, che offre uno sguardo sulla storia dei trasporti della regione, e il Parco Culturale e Creativo delle Industrie, un vivace spazio nel cuore della città che incarna un affascinante connubio tra storia industriale e arte contemporanea. Questo sito di 3,3 ettari, un tempo una fiorente fabbrica di vino risalente al periodo della dominazione giapponese, è stato riqualificato per diventare una delle cinque piattaforme nazionali per l'industria culturale e creativa di Taiwan. I 26 vecchi magazzini di fabbrica sono stati trasformati in gallerie d'arte, studi di design, spazi per spettacoli dal vivo (come la Live House), e boutique che espongono e vendono l'artigianato locale, in particolare quello delle comunità indigene. Il parco, spesso chiamato anche A-Zone, è un luogo ideale per immergersi nella creatività locale, assistere a mercati di artisti che si svolgono regolarmente, esplorare le strutture storiche ben conservate e godere di un'atmosfera che fonde nostalgia e modernità.
Oltre alle sue meraviglie naturali e ai siti culturali, Hualien custodisce diverse curiosità affascinanti. È sede della più grande fabbrica di marmo del mondo, grazie ai ricchi giacimenti della regione che hanno reso la città un centro di lavorazione e scultura della pietra. Un altro aspetto distintivo è la diversità della popolazione aborigena di Hualien, che costituisce circa un quarto della popolazione della contea e contribuisce in modo significativo al patrimonio culturale unico dell'area. La Fondazione Buddista Tzu Chi, una delle quattro maggiori organizzazioni buddiste di Taiwan con un'ampia portata internazionale per il soccorso e la carità, ha il suo quartier generale e un vasto complesso a Hualien.
Guardando al futuro, Hualien continua a investire nello sviluppo del turismo sostenibile, concentrandosi sulla conservazione del suo straordinario ambiente naturale e sulla promozione della ricca cultura indigena. Nonostante le sfide, come il grande terremoto dell'aprile 2024 che ha causato danni, soprattutto al Parco di Taroko, la resilienza e il supporto economico alla comunità locale rimangono priorità. La sua posizione come punto chiave per l'esplorazione della costa orientale e la sua unicità culturale ed ecologica assicurano che Hualien continuerà a essere una destinazione di notevole importanza, cercando di bilanciare lo sviluppo con il rispetto per la sua storia e la natura.
Proprio a causa del terremoto, l'unico punto accessibile di un lungo tour della durata di 10 ore era la sola Gola di Taroko, tutte le altre parti visitabili sul percorso sono ancora chiuse, pertanto abbiamo rinunciato (ma in realtà adesso me ne pento...).
Agenzia per le risorse idriche, Ufficio del Nono Fiume
Ministero degli Affari Economici
- Caccia e sussistenza: il cervo era storicamente un animale cruciale per la sussistenza di molte tribù indigene, come gli Amis che risiedono anche a Hualien. La caccia al cervo non era solo una fonte primaria di cibo, ma un'attività con profonde implicazioni rituali e sociali. Sognare un cervo o un cacciatore era interpretato come presagio di buona caccia.
- Rappresentazione storica: le raffigurazioni di aborigeni taiwanesi, specialmente in documenti storici e rappresentazioni tradizionali (come le stampe del periodo Qing), spesso li mostrano impegnati nella caccia al cervo.
- Simbolismo: in diverse culture, il cervo simboleggia anche la rigenerazione (grazie al ricambio annuale dei palchi), la connessione con la natura e il bosco. Per i popoli che vivono in armonia con le montagne e le foreste di Hualien, il cervo è un'icona naturale potente e rilevante.





































































Molto interessante questa visita! Come sempre, a me colpiscono di più quelle zone diverse dalle grandi città moderne (che pure mi affascinano, eh) proprio perché ti permettono di conoscere meglio il posto che stai visitando. Approvo! Una carezza al geco! 😂
RispondiEliminaLa vedo come te. Mi piacciono tantissimo le metropoli, perché, per ora, mostrano una parte del futuro che sarà. Ma altrettanto mi interessano le città "minori", dove si vede come si è evoluto un popolo, le differenze culinarie, architettoniche, usi e abitudini dei cittadini.
EliminaHualien (e Taitung, la prossima città), sono le due sul lato est dell'isola che visitiamo e quelle che più di tutte hanno ancora radici antiche dei primi abitanti.