venerdì 10 ottobre 2025

Tainan, la culla di Taiwan – dove la storia coloniale incontra l'anima cinese

La colazione in questo hotel non è come negli altri. Praticamente ti smarrisci in mezzo alle isole di cibo che galleggiano in un mare di persone ^O^







Vi metto i tre video che ho fatto, sebbene non potessi soffermarmi a ripredenre tutto vista la quantità di cavallette che mi attorniavano... Per un attimo ho temuto mangiassero anche me.

Ma passiamo a parlare di Tainan! Se Taipei è il presente dell'isola, Tainan ne è l'anima storica, un luogo dove ogni vicolo e tempio racconta una storia di oltre quattro secoli. Nata come base commerciale olandese, Fort Zeelandia (ci andiamo domani mattina), divenne in seguito la capitale del regno di Koxinga, il generale che cacciò i coloni europei e diede il via a una forte identità cinese. Ancora oggi, la città vanta il maggior numero di siti storici e templi antichi dell'isola, da maestose fortezze come la Torre di Chihkan (chiusa pre restauro insieme al Fort Provintia, l'altro castello olandese) ai santuari sereni, come il celebre Tempio Confuciano, il più antico di Taiwan. Qui, il passato non è una reliquia, ma una parte viva della quotidianità.

Vicino a Forte Zeelandia si trova l'Anping Tree House, un ex magazzino inghiottito dalle radici tentacolari dei fichi del Bengala, creando uno scenario da film fantastico. Per un tuffo nell'epoca Qing, abbiamo fatto un salto a Shennong Street, una via stretta e pittoresca, strapiena di gente e degli immancabili motorini che possono invadere perfino certe zone "pedonali"...

Tainan è rinomata come la vera capitale culinaria di Taiwan! Dimenticate i soliti classici: qui lo street food è un'arte e le specialità locali sono uniche. Le Ta-a Noodles (piccole porzioni di spaghetti con carne e gamberi) sono un must-try, così come il particolare Coffin Bread, una pagnotta fritta a forma di scatola riempita con una zuppa cremosa. Stasera infatti abbiamo visitato il più celebre, il Tainan Garden Night Market. Un vortice di profumi e colori ci ha travolto, offrendoci un'autentica immersione nella vibrante vita notturna della città. Abbiamo mangiato di tutto ^O^

Prima tappa Tempio di Koxinga. Ci siamo immersi in uno dei luoghi più carichi di significato storico a Tainan, il Tempio di Koxinga (o Zheng Chenggong). Più che un semplice tempio, questo santuario rappresenta un omaggio solenne e commovente all'uomo che, nel 1662, cambiò per sempre il corso della storia taiwanese scacciando gli olandesi e fondando il Regno di Tungning. Varcando i cancelli, abbiamo percepito immediatamente la quiete e la dignità del luogo, un contrasto pacifico con il fermento della città circostante. Qui turisti e taiwanesi non vengono solo per ammirare l'architettura classica, ma per rendere omaggio a colui che è venerato come un eroe nazionale, un simbolo di lealtà alla dinastia Ming e un pioniere dell'insediamento Han sull'isola. È stato un momento toccante riflettere sul peso della sua figura e sul modo in cui il suo coraggio ha plasmato il destino che oggi conosciamo.
















La storia di Zheng Chenggong è intrinsecamente legata alla sua carriera militare, e questo è splendidamente incarnato nella statua equestre che abbiamo ammirato vicino al tempio. Per migliorare gli scambi culturali con la città di Tainan, nel 2008 la Quanzhou Zheng Chenggong Academic Research Association ha speso 12 milioni di yuan per costruire una statua equestre di Zheng Chenggong alta quasi 8 metri. La statua è stata donata alla Fondazione Culturale ed Educativa di Anping, che da tempo promuove la cultura di Zheng Chenggong.



Dopo la solennità del tempio di Koxinga, ci siamo trovati immersi nell'energia vibrante del Tainan Grand Mazu Temple, uno dei templi più importanti e storicamente stratificati di tutta Taiwan. La cosa che ci ha colpito fin da subito è l'intensa partecipazione: questo luogo non è una reliquia museale, ma un pulsante centro di fede, affollato da innumerevoli fedeli intenti a portare offerte e a pregare la Dea Mazu, protettrice dei marinai e delle genti di mare. Ma la storia di questo tempio è unica: fu originariamente la residenza del Principe Ningjing, l'ultimo reale della Dinastia Ming a Taiwan. Dopo la conquista Qing, la sua residenza fu trasformata in un tempio dedicato a Mazu come segno di pacificazione. Una curiosità affascinante: nella parte posteriore, nel luogo che un tempo era la camera da letto del principe, troviamo un santuario dedicato ai genitori di Mazu. Inoltre, guardando il tetto in quest'area, si può notare la trave da cui si impiccarono le cinque concubine del principe, un evento tragico e onorato che aggiunge un profondo strato di drammaticità storica alla spiritualità del luogo. Passeggiare qui significa camminare attraverso secoli di storia taiwanese, arte e devozione popolare.












Che peccato aver trovato il sito in ristrutturazione, ma il Chihkan Culture Park rimane un luogo carico di storia anche solo camminando tra i suoi giardini! Questo sito, oggi dominato dalle architetture cinesi, è in realtà la casa di Fort Provintia, la seconda fortezza costruita dagli olandesi nel 1653, che serviva come centro amministrativo in contrasto con la funzione commerciale e difensiva di Fort Zeelandia ad Anping. Dopo la sconfitta degli olandesi da parte di Koxinga, la fortezza cadde in rovina, subendo danni per tifoni e terremoti. Fu solo durante la dinastia Qing che si decise di ricostruire le strutture con uno stile cinese: è così che nacquero gli edifici che vediamo oggi (come il Tempio di Haishen e il Padiglione di Wenchang) eretti sulle fondamenta originali olandesi. Una delle curiosità più iconiche che sicuramente non vi è sfuggita sono i nove bixi (creature mitologiche simili a tartarughe, figli del drago) che sorreggono gigantesche stele di pietra risalenti al periodo Qing; originariamente non si trovavano qui, ma furono spostati per celebrare una vittoria contro una ribellione. Questo mix di fondamenta olandesi, architettura Qing e leggende cinesi rende il parco un microcosmo della storia di Taiwan!






Fort Provintia




La visita di giorno a Shennong Street, pur avendola trovata affollatissima (e l'avventura di muoversi tra la folla e i motorini è già un ricordo in sé!), ci ha comunque permesso di apprezzare l'incredibile storia di questa via. Pensate che un tempo questa stretta arteria era il cuore pulsante del commercio marittimo di Tainan, essendo l'ingresso principale di uno dei "Cinque Canali" navigabili della città durante la dinastia Qing. Era letteralmente la porta d'accesso per tutti i mercanti che arrivavano via fiume! Oggi, le antiche case a due piani, spesso decorate con lanterne e porte colorate, sono state trasformate in piccole gallerie d'arte, caffè di design e boutique hipster, ma conservano ancora intatta la facciata tradizionale.












Abbiamo concluso in bellezza la nostra giornata con un'immersione totale nel Garden Night Market (chiamato anche Huayuan), che di "giardino" ha ormai solo il nome, essendo un'esplosione di vita in un enorme parcheggio! È stato incredibile sentire l'energia di questo luogo: il brusio della folla, gli odori intensi e coloratissimi, le urla amichevoli dei venditori... È il mercato notturno più grande e famoso di Tainan e il suo successo è quasi leggendario. Aperto solo tre sere a settimana (giovedì, sabato e domenica), il Garden Night Market è un perfetto esempio del "mercato mobile" taiwanese, dove centinaia di venditori montano e smontano le loro bancarelle ogni giorno. Una curiosità incredibile? Per un certo periodo, questo mercato è stato il luogo più "check-in-ato" su Facebook di tutta Taiwan e tra i primi 12 al mondo, un segno della sua popolarità inarrestabile. Tra le immense file di stinky tofu e ostriche fritte, ci siamo sentiti parte di un vero e proprio "nastro trasportatore umano", un'esperienza sensoriale che incapsula perfettamente lo spirito foodie e vivace di Tainan!

Eravamo così presi a odorare, guardare, scegliere, che non ho fatto neanche una foto al cibo 😅 Qui sono maestri nei ravioli fritti, una vera bontà. Poi la frutta, in tutte le sale possibili, sempre freschissima. I dolci, che hanno ricevuto contaminazioni da tutto il mondo, ma i più delicati restano quelli locali, le gelatine, le crepes (le chiamo così per farvi capire circa cosa sono) riempite di salato o dolce, i budini che riescono a infilare anche dentro le bevande a base di tè.








La sicurezza innanzi tutto! 😨







2 commenti:

  1. Argh! Il carnaio! 😱😱😱😅😅😅 Belli i templi, mi colpiscono i colori: mi sono sembrati più vivaci della media! Bello bello!

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    1. C'er veramente tantissima gente ^O^ I templi ogni volta è una nuova scoperta. Sebbene, un po' come le nostre chiese, si somiglino tutti, in realtà sono molto diversi.

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