giovedì 2 ottobre 2025

Templi e Fiume

Oggi ultimo giorno pieno a Taipei e l'abbiamo sfruttato tutto, in barba al caldo umido soffocante 💪

Una delle tappe che ci ha lasciato il segno stamattina è stata la visita al Tempio Xingtian (o Hsing Tian Kong) nel distretto di Zhongshan. Nonostante sia stato costruito in tempi relativamente recenti (nel 1967), è diventato uno dei luoghi di culto più popolari e frequentati di Taipei. La sua architettura tradizionale, con i tetti adornati da splendidi draghi e le sue sale ricche di dettagli, ci ha subito colpito per la sua bellezza e la sua imponenza, estendendosi su oltre 7.000 metri quadrati. Il tempio è dedicato al venerato Signore Guan (Guan Yu o Guan Gong), una figura storica divinizzata e simbolo di lealtà, rettitudine e giustizia. Per questo, è considerato il santo patrono degli uomini d'affari, dei soldati e persino della polizia, e abbiamo notato la grande quantità di persone che vengono a pregare per il successo e la saggezza. È un'esperienza che ci ha immerso completamente nella spiritualità taiwanese.

Ciò che rende il Tempio Xingtian particolarmente affascinante sono le sue curiosità e le sue politiche moderne che bilanciano tradizione e sostenibilità. Fin dal 2014, il tempio è stato uno dei primi a Taiwan a vietare l'uso di incenso e l'offerta di "denaro spirituale" per motivi ecologici e per incoraggiare i fedeli a pregare con il cuore, e non solo con le offerte materiali. Non troverete nemmeno cassette per le donazioni né spettacoli operistici, rendendolo un luogo unico e sobrio. Ci siamo soffermati ad osservare i rituali del bāo bēi (il lancio dei blocchi di legno a forma di mezza luna) per divinare la sorte (purtroppo non potevo fare le foto alle persone che li lanciavano...). Un luogo che consigliamo assolutamente per cogliere l'anima spirituale di Taipei!






C'erano delle carpe alquanto robuste ^O^




Finita la visita ci siamo spostati nel Distretto di Datong, per visitare due templi molto importanti: il Tempio Dalongdong Baoan e il Tempio di Confucio di Taipei.

Siamo rimasti estasiati dal Tempio Dalongdong Baoan, senza dubbio uno dei complessi templari più spettacolari e significativi che abbiamo mai avuto il piacere di visitare. Le sue radici affondano nel 1742, quando un piccolo santuario di legno fu eretto dagli immigrati provenienti da Tong'an, nella provincia cinese del Fujian, dedicandolo all'Imperatore Baosheng (Baosheng Dadi), la divinità taoista della Medicina e della Guarigione. La struttura che ammiriamo oggi, con le sue maestose sale, fu completata tra il 1805 e il 1830. La sua storia, però, non si è fermata lì: dopo un lungo periodo di declino, il tempio è stato oggetto di un meticoloso restauro tra il 1995 e il 2002. Questo incredibile sforzo di conservazione gli è valso il prestigioso Premio UNESCO Asia-Pacifico per la Conservazione del Patrimonio Culturale nel 2003, rendendolo un vero e proprio simbolo della resilienza e dell'arte tradizionale taiwanese.

Ciò che ci ha tolto il fiato è stata la ricchezza dei dettagli e la qualità dell'artigianato, che lo rendono un autentico museo d'arte a cielo aperto. Il tempio segue i principi del Feng Shui ed è strutturato con una disposizione a tre sale che crescono in altezza in accordo con i principi confuciani. Abbiamo ammirato le splendide colonne di draghi del periodo Jiaqing (risalenti al 1804-1805), tra le più antiche sculture in pietra del tempio. I murali sulle pareti della Sala Principale, opere del famoso pittore Pan Li-shui, sono un capolavoro di colori raffinati che narrano antiche storie cinesi, mentre le sculture in legno e le decorazioni ceramiche Koji (taglia e incolla) sui tetti e sulle travi sono di una complessità indescrivibile. 

Oltre alla sua architettura mozzafiato, il Tempio Dalongdong Baoan è un luogo vibrante di tradizioni. È affascinante sapere che durante la ricostruzione del 1917, due maestri artigiani rivali, Tan Ing-Pin e Guo Ta, lavorarono ciascuno su una metà della Sala Principale, in una vera e propria "gara" di abilità e tecniche che ha lasciato un'eredità artistica unica, permettendoci di confrontare i loro stili. Inoltre, il tempio ospita ogni anno il vivace Festival Culturale di Baosheng, che celebra il compleanno del Dio della Medicina con parate, spettacoli di opera tradizionale taiwanese e il suggestivo rito della camminata sul fuoco. Siamo rimasti affascinati anche dalle divinità secondarie, come il santuario dedicato a Zhusheng Niangniang, la Dea della Nascita, dove i genitori portano offerte e scambiano fiori per propiziarsi un figlio o una figlia. È un luogo che racconta secoli di storia e di devozione popolare, un’esperienza che consigliamo a tutti di vivere a fondo!



















Da non perdere, inoltre, è il giardino acquatico sereno e ben curato che si trova proprio di fronte, un'oasi di pace che offre una prospettiva magnifica sul complesso templare.

Questo è l'ingresso del giardino, che ha anche un picoclo tempio (chiuso) all'interno.
Vedete la struttura a camino? Quello è un inceneritore (sotto vi spiego).

Ecco l'inceneritore, che serve a bruciare soldi o altro per mostrarsi "pentiti"  come dice il cartello sotto (pratica che il primo tempio visitato stamani ha eliminato...)

È severamente vietato introdurre quantità eccessive di carta dorata, denaro per l'aldilà o qualsiasi carta da bruciare qui. empio di Dalongdong Baoan, sinceramente.









La nostra visita è proseguita verso il vicino Tempio di Confucio di Taipei, e il contrasto con lo sfarzo del Baoan Temple ci ha subito colpito. Qui, l'atmosfera è di una serena e solenne semplicità, in linea con i valori di modestia e moderazione predicati dal Grande Saggio. La storia di questo tempio è travagliata: la struttura originale risale al 1879, ma fu demolita durante l'occupazione giapponese. L'edificio che ammiriamo oggi è una ricostruzione completata nel 1930, realizzata dall'artigiano Wang Yi-shun in un bellissimo stile architettonico del Fujian meridionale (Minnan), unico tra i templi confuciani di Taiwan per i suoi ornamenti in ceramica. Fin dall'ingresso si percepisce il rispetto per l'apprendimento e l'etica, un luogo che non è solo di culto, ma un vero e proprio centro di educazione culturale.

I punti di interesse del Tempio di Confucio riflettono appieno la sua vocazione didattica e filosofica. A differenza di quasi tutti gli altri templi che abbiamo visto, qui non abbiamo trovato statue di Confucio. Per tradizione, all'interno della maestosa Sala Dacheng (della Grande Realizzazione) ci sono solo tavolette commemorative in onore del Saggio e dei suoi discepoli, una pratica che risale alla Dinastia Ming per evitare raffigurazioni diverse e mantenere l'uniformità del culto. Un altro dettaglio affascinante è il "Muro dei Diecimila Uomini" (Wanren Gongqiang), un grande muro d'ombra all'ingresso, che simboleggia l'altezza e la profondità della saggezza di Confucio. Inoltre, le colonne, le porte e le finestre sono prive di iscrizioni per indicare che nessuno osa sfoggiare la propria abilità letteraria di fronte al Maestro, un gesto di umiltà che ci ha profondamente colpito.

Per gli appassionati di cultura, questo tempio riserva alcune curiosità uniche. Sul tetto della Sala Dacheng abbiamo notato due cilindri verticali chiamati "barili per nascondere i libri", una leggenda legata all'Imperatore Qin Shi Huang che bruciava i testi: gli studiosi nascondevano i loro preziosi volumi in contenitori sul tetto camuffati da comignoli. 


Proprio perché non ci sono statue di Confucio, i taiwanesi hanno visto di aggiungere una mascottina a forma di Confucio deformed ^O^ 



Il Muro dei Diecimila Uomini







In cima ai due lati potete vedere i due cilindri/comignoli di cui parlo sopra.





Ci sono dei dettagli incredibili in posizioni pazzesche...



Dopo l'armonia confuciana, ci siamo immersi nel vivace turbinio di Dihua Old Street, il cuore storico e commerciale del quartiere di Dadaocheng. Questa strada è una vera e propria macchina del tempo: sorta a metà del XIX secolo, è stata a lungo il porto principale di Taipei e il centro nevralgico del commercio, in particolare per il tè, i tessuti e le erbe medicinali cinesi. Passeggiando, abbiamo notato subito l'architettura eterogenea, un affascinante mix di stili che racconta un secolo e mezzo di storia: dalle facciate in mattoni rossi in stile Fujian fino ai tocchi barocchi e occidentali lasciati dall'epoca coloniale giapponese. Questo luogo non è un museo immobile, ma un distretto che vive e prospera ancora oggi, mantenendo intatta la sua funzione originaria di mercato all'ingrosso. È un'esperienza sensoriale che ci ha fatto respirare l'autentica atmosfera della vecchia Taipei.

Dihua Street è un susseguirsi di negozi tradizionali che vendono ogni sorta di merce: abbiamo curiosato tra cataste di funghi secchi, sacchi di erbe aromatiche e spezie, e bancarelle colme di dolci e snack per il Capodanno Lunare, periodo in cui la strada si trasforma nel più grande e affollato Mercato di Capodanno della città. 



Guardate il soffitto di questo piccolo tempio (ho fatto la foto da sotto in su).









Quando vedete in giro la gente con gli ombrelli, non è che piove, bensì si riparano dal sole.





Dopo il fascino storico, la giornata si è chiusa piacevolmente al Dadaocheng Wharf Plaza. Abbiamo noleggiato le biciclette e pedalato lungo la ciclabile, l’aria fresca (rispetto alla calura del centro città) che ci accarezzava il viso mentre il sole iniziava la sua lenta discesa. Eravamo solo noi, il fruscio delle ruote sull'asfalto e, di fronte, uno dei tramonti più intensi che i nostri occhi abbiano mai incontrato. Il fiume si è trasformato in uno specchio d'oro fuso e arancio, e per un attimo fugace, il tempo si è sospeso, lasciando spazio solo alla luce, al silenzio e alla gioia di quel momento condiviso. Ogni pedalata era una sillaba del nostro intimo racconto, un promemoria di quanto sia semplice e profondo trovare la felicità quando si è affiancati dalla persona giusta, con il cielo che dipinge un capolavoro solo per noi.

La magia è proseguita quando le luci della sera si sono accese, avvolgendoci in un abbraccio romantico durante la crociera notturna sul fiume Tamsui. Le due sponde illuminate scorrevano lente, trasformando la città in un gioiello scintillante, e ci siamo ritrovati a goderci la quiete dell'acqua, con i nostri cuori che battevano all'unisono al ritmo lieve delle onde. Al ritorno, la fame ci ha guidato verso il vivace Mercato dei Container al Wharf, dove abbiamo condiviso piatti e sapori da ogni angolo, ridendo e scambiandoci assaggi sotto le stelle. Ogni piccolo morso, ogni luce riflessa sul fiume, ogni parola sussurrata è diventata un ricordo prezioso. È stata una chiusura perfetta, un'intensa melodia di sentimenti che ha sigillato il nostro giorno, lasciandoci un calore nel petto che durerà ben oltre l'arrivo della mattina.

















Ravioli fritti di maiale in salsa

Ravioli giapponesei gyoza e, siccome il coloesterolo di Fabri si è abbassato, abbiamo pensato di ripristinare la situazione, così ha preso la pelle del pollo fritta (che era buonissima, pepata col pepe di sichuan!) ^O^

Domani trasferimento a Hualien, ma in mattinata dovremo fare un po' di acquisti (sebbene abbiamo già abbastanza dato ^O^) e fare il bucato 💙





5 commenti:

  1. Che descrizione stupenda 🤩 i colori sono strepitosi e tutti gli intagli particolarmente dettagliati

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    1. I tramonti e le albe qui sono stupendi! A est c'è l'oceano pacifico e a ovest il braccio di Mare Cinese. Il verde degli alberi è intenso, nonostante l'altissima cementificazione di Taipei. Noi ci siamo venuti a ottobre, che è la fine della loro estate, ma vista la quantità di azalee, camelie, glicini, ciliegi, deve essere stupendo in primavera!

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  2. meraviglia! 😍❤️😍❤️adoro questi scorci dove l'antico si fonde con il nuovo, sono contrasti che mi incuriosiscono sempre molto. Per non parlare delle decorazioni assurdamente dettagliate!

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    1. Sono le parti che preferisco anche io! Posare gli occhi su un tempio antico e poi alzarli e vedere un mega grattacielo supermoderno non ha eguali!
      Le decorazioni dei templi sono incredibili e vengono mantenute con grande perizia e attenzione.

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    2. Qui è proprio una fusione ancora più spinta della Corea direi, anche se, ad esempio a Taipei, non ho trovato tutta "l'elettronica" che mi aspettavo.

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